DE PARDO, DI PARDO , DIPARDO:
Di Pardo è tipicamente molisano, di Petacciato, Termoli e Campobasso nel campobassano e di Macchiagodena nell'iserniese, con un ceppo anche nel teatino a Celenza sul Trigno, Palmoli e Vasto, Dipardo e De Pardo sembrerebbero quasi unici, si dovrebbe trattare di forme patronimiche, dove il De ed il Di stanno per figlio di, e si dovrebbero quindi riferire alle famiglie dei figli di uno di nome Pardus (vedi PARDI), ma è pure possibile che le particelle indichino la provenienza dai territori di Collepardo nel frusinate.
PARDI , PARDINI , PARDO , PARDONI:
Pardi ha un ceppo importante fra lucchese e pisano ed uno nel chietino, Pardini ha il nucleo principale nel lucchese ai confini con il pisano, Camaiore, Viareggio, Pietrasanta e nel pisano ai confini con il lucchese, ed un ceppo a Terlizzi (BA), Pardo ha un ceppo nel nisseno a Gela (CL) e a Niscemi (CL) ed uno forse secondario a Napoli, Pardoni è quasi scomparso, derivano dal nome tardo latino Pardus di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide latina: "D(is) M(anibus) - Primulio - Pardo d(e)f(uncto) - et suis here(di)s f(aciendum) c(uravit)". Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Napoli verso la fine del 1200 dove risulta in uno scritto un certo nobilis Ioannes Pardus e Petrus Pardus Munchellus, e a Volterra nel 1400 dove in un atto si legge: "...sponte et ex certa scientia et non per errorem dictam conductam factam per dictum Simonem nomine dicti Pardi, dictus Pardus omni modo ratificavit... " e a Pisa nel 1300: "...etiam terminus quingenii ad quem dictus presbiter Pardus ad ipsam ecclesiam ...".